"Vorrei cantare per tutto il tempo che la gente comprerà i nostri CD o verrà ai nostri concerti. Mi renderebbe felice" (Richard Collier)

Frank Peterson Interview

http://web.archive.org/web/20010828182429/http://theage.com.au/entertainment/2001/08/26/FFXR2DDASQC.html

Il suono misterioso dei monaci cantanti, mescolato con il rock classico e canzoni pop degli anni ’80, ha ribaltato le classifiche australiane.

La mente dietro ‘Masters of Chant’ è Frank Peterson, 38 anni, compositore tedesco, produttore, ingegnere e musicista che aveva già dimostrato che i monaci vendono più di un decennio fa, quando il suo progetto Enigma vendette 12 milioni di album e 10 milioni single.

L’alba di un nuovo millennio ha convinto Peterson che il mondo aveva bisogno di più canto e meno Eminem, come afferma in questa intervista a Sophie Best.

Domanda: Le congratulazioni sono d’obbligo: il tuo album ha appena venduto più di Eminem in Australia, pur con tutta la pubblicità che si è fatto durante la sua recente tournee in quel paese.
Stai scherzando! E’ come se il bene avesse prevalso sul male. Non ho niente contro Eminem, io lo rispetto molto come artista, ma penso che l’hip-hop abbia raggiunto il suo apice due anni fa e le persone si siano stancate di questo genere. Se conosci uno rap o un artista R & B è come se li conoscessi tutti, ma quello che stiamo facendo con i Gregorian è qualcosa di unico. Se avessi una tipica giornata lavorativa dalle nove alle cinque, l’ultima cosa che vorrei sentire quando ritorno a casa sarebbe Eminem. La nostra musica rilassa le persone, le tranquillizza.

Domanda: Ma ci sono anche degli argomenti impegnativi nel tuo album, come la guerra (Brothers In Arms), i bambini morti (Tears in Heaven), e la disperazione esistenziale (Losing My Religion). Perché hai scelto queste canzoni e come fai a intuire che si prestano ad una rielaborazione gregoriana?
Beh, non ho scritto nessuna di queste canzoni, ma riflettono il mio gusto personale. La ragione è che io li amo tutti, non c’è una canzone nell’album per cui io abbia pensato: “Non mi piace ma la inserirò comunque”. Non avrei potuto scrivere Highway To Hell, questo è certo. Ma la musica poi, riesce a sopraffare il testo, sempre e comunque. Nel complesso, ha un andamento tranquillo, solenne.

Domanda: Che cosa è un canto gregoriano, esattamente?
Un canto gregoriano si compone di cinque note, quello che chiamano una scala pentatonica, che ti limita ad una sola mano, mentre la nostra musica è composta da 12 note. Così ho dovuto scegliere delle canzoni che sono abbastanza minimali; mi riferisco ai toni della melodia.

Domanda: Quindi come si deve intervenire su una canzone pop o una canzone rock per farne un canto gregoriano?
Beh, si ascolta una canzone e si pensa: “questa canzone deve essere eseguita da 12 cantanti gregoriani”… Così si tenta di ampliarla in diverse direzioni.

Quindi, prima trascriviamo la melodia su di uno spartito e vediamo quello che dobbiamo mantenere… si può mantenere il tempo originale, la struttura, la stessa durata dell’introduzione? Tutte le tracce vengono elaborate nel mio studio, nella casa di Amburgo. Oltre al canto, tutta l’opera è fatta in digitale, con macchinari, senza musicisti. E tutto praticamente fatto in uno studio. Mettiamo le basi delle percussioni e alcuni arrangiamenti grezzi e quindi ci rechiamo a Londra a registrare in una chiesa.

Domanda: Come si può trasformare una chiesa in una sala di registrazione?
Nel corso degli ultimi 20-30 anni, in Inghilterra, un sacco di chiese sono state vendute a privati e cinque o sei chiese nella sola Londra sono state convertite in studi di registrazione. Prendono una chiesa, mettono un nuovo pavimento, in alcuni aria condizionata e un muro di separazione, e questa diventa la sala di controllo. Tutti i nostri cantanti sono di formazione classica, tra i migliori cori della chiesa inglese, quindi è stata una sfida per loro mettere le cuffie e cantare con una base musicale. Abbiamo cercato di renderlo il più tranquillo possibile per loro, con un’atmosfera amichevole per quanto abbiamo potuto. L’atmosfera in studio è abbastanza fredda e tecnica, anche se l’organo della vecchia chiesa e tutto il resto sono ancora lì. Quindi, per renderlo più accogliente e confortevole, ci appropriamo dello studio una settimana prima, facciamo mettere fino a 200 candele e poi facciamo abbassare le luci.

Domanda: I cantanti di formazione classica hanno qualche avversione per i Duran Duran o le canzoni degli Ultravox?
Beh, quando abbiamo iniziato questo progetto cinque anni fa abbiamo pensato che fosse facile: prenota un coro, vai in studio e di loro cosa fare. Fu certamente una cattiva idea, perché volevo farli cantare “Human Behavior di Bjork, e loro non avevano mai nemmeno sentito parlare di Eric Clapton. Alcuni cantanti puristi di formazione classica non riescono a capire la mia interpretazione del canto gregoriano e dicono: “Oh, ma noi dobbiamo cantare in latino”. Ti guardano e pensano che hai una rotella fuori posto, proprio non capiscono. Così abbiamo ingaggiato i nostri cantanti solisti nei migliori cori inglesi badando che ascoltassero la radio o avessero a casa un album di Madonna. La fascia d’età andava dai 24 fino ai 40 anni.

Domanda: Che ci dici delle esibizioni dal vivo, come avviene la messa in scena, e che tipo di pubblico attraggono?
Stiamo pianificando 60 spettacoli in Europa il prossimo anno, così i cantanti sono ormai proiettati nell’universo delle pop stars. La Tournee è un’esperienza nuova per loro: non penso a una Tournee come quella del coro dell’Abbazia di Westminster, anche se canteremo in chiesa o occasionalmente alla Royal Albert Hall. L’ultimo tour è stato tutto fatto nelle chiese. Dove altro lo si può fare? Certo non nei nightclubs o nelle discoteche. In Scandinavia, non hanno chiese antiche, così lo stiamo facendo nei teatri. Non voglio cantare nei centri congressi, il locale deve avere una certa atmosfera.

E ‘una cosa strana: tutti gli spettacoli sono pieni di gente che non andrebbe mai a un concerto rock, vengono invece da noi perché sono parte di una comunità ecclesiale. Per il pubblico e i cantanti è una bella esperienza: c’è una macchina del fumo, le luci, ed è abbastanza rumoroso. Penso che abbiamo fatto cose sul genere degli anni ’60; è stato piuttosto psichedelico, come se un gruppo tipo i Pink Floyd avesse suonato in chiesa o in un teatro antico.

Abbiamo avuto anche 2.000 persone in alcune delle sale più grandi. Il pubblico era così diversificato, le persone anziane che normalmente si vedono in chiesa la domenica, i ragazzi giovani, e i fans del goth rock, gente che ci si vede ad un concerto delle Sisters of Mercy.

L’intera tournee non ci ha reso niente; dovevamo dare un contributo alle autorità ecclesiastiche e non era possibile far pagare $ 100 per entrare in una chiesa, così abbiamo dato via i biglietti per $ 20. Abbiamo ottenuto le standing ovations in tutti i concerti, praticamente abbiamo lasciato gli spettatori sempre soddisfatti.

Domanda: In cosa la tua musica differisce dalle altre “relaxing version” di canzoni popolari, come, ad esempio, quelle di Muzak?
Muzak lavora con una mentalità molto pragmatica. La sua musica nasce come musica di sottofondo, non va ascoltata ad alto volume. Io invece non ho alcuna limitazione, salvo rimanere all’interno della scala pentatonica. Ed era una sfida trascrivere una canzone dei Metallica in qualcosa che si adattasse a questo album. I miei amici della casa discografica, che avevano lavorato con i Metallica, hanno capito che era una canzone dei Metallica solo quando c’è stata l’entrata del coro, e hanno detto, “F —, ma sono i Metallica!” E’ stata una cosa piacevole, insomma!

Domanda: Perché hai deciso di tornare ai canti gregoriani, 10 anni dopo il primo grande successo di Enigma?
Tre anni fa, ho pensato che fosse nuovamente arrivato il momento adatto. Avevo il desiderio di mettere insieme qualcosa con un coro di chiesa. Non ho fatto ricerche di mercato, semplicemente mi sembrava la cosa giusta da fare. Era uno stato d’animo che ho saputo cogliere; c’era qualcosa nell’aria, nel passaggio al nuovo millennio, qualcosa di spirituale. Pensa alla Fine dei Giorni, alle Stigmate, all’Armageddon. In un momento come questo, ce la si può avere con tutti, come Eminem, oppure ci si può ritirare nel proprio bozzolo e circondarsi di tranquillità.

Domanda: Credi in Dio?
No. Io sono ateo. Si può essere spirituali, anche senza credere in Dio. Non ho mai pensato che bisogna vergognarsi di essere atei. La gente ha voltato le spalle alla chiesa, quindi le autorità religiose qui in Germania e in Polonia hanno detto che non avevano mai visto le loro chiese così piene come ai nostri concerti. L’intero canto gregoriano è un’invenzione della chiesa, ma è così lontano da noi nella storia che le uniche possibilità di ascoltare i canti gregoriani sono andare in un monastero, o vedere questo tour, o comprare il nostro CD.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: